giovedì 24 settembre 2009

Iniziava così...[e il giorno dopo finiva così]...passando per il capitolo tre


I

Negli anni piu' vulnerabili della giovinezza,mio padre mi diede un consiglio che non mi è piu' uscito di mente."quando ti vien voglia di criticare qualcuno"mi disse"ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu."
Non disse altro,ma eravamo sempre stati insolitamente comunicativi nonostante il nostro riserbo,e capii che voleva dire molto piu' di questo.Percio' ho a tendenza a evitare ogni giudizio,una abitudine che oltre a rivelarmi molti caratteri strani mi ha reso anche vittima di non pochi scocciatori inveterati.
[....]
L'evitare giudizi è fonte di speranza infinita.Temo ancora adesso che perderei qualcosa se dimenticassi che,come mio padre mi ha snobisticamente insegnato e io snobisticamente ripeto, il senso della dignità fondamentale è stato distribuito con parzialità alla nascita.
Ma dopo essermi così vantato della mia tolleranza,voglio ammettere che essa ha i suoi limiti.
[....]


III
...Sorrise con aria comprensiva,molto piu' che comprensiva.Era uno di quei sorrisi rari,dotati di un eterno incoraggiamento,che si contavano quattro o cinque volte nella vita.Affrontava-o pareva affrontare-l'intero eterno mondo per un attimo, e poi si concentrava sulla persona a cui era rivolto con un pregiudizio irresistibile a suo favore.La capiva esattamente fin dove voleva essere capita, credeva in lei come a lei sarebbe piaciuto credere in se stessa, e la assicurava di aver ricevuto da lei esattamente l'impressione che sperava di produrre nelle condizioni migliori.
[...]


IX
...credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi.C'è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo piu' in fretta, allungheremo di piu' le braccia. e una bella mattina...
Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.




E dell'autore,altrove,si disse:

"...Era perfettamente cosciente di quella piega che lo costringeva a perdere continuamente qualcosa;ma proprio questo conferma che non è un decadente.
Chi perde qualcosa,è qualcuno che aveva qualcosa da perdere.Quella piega inevitabile della realtà di Fitzgerald ha un significato dinamico:una dinamica in senso negativo, ma pur sempre una dinamica che si svolge nello spazio e nel tempo. Il Decadentismo è un lamento statico, una negazione di vita e gioia, una ricerca di simboli di quella negazione; ma la pagina di Fitzgerald non è mai un lamento pago di esser tale,e se cerca qualcosa, cerca proprio angoli di gioia a cui aggrapparsi, cieli sereni, giardini luminosi, ragazze sorridenti..."

[The Great Gatsby_F.S.Fitzgerald____Fitzgerald e la sua generazione_F.Pivano]



Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.I miei come cosa chi dove e perchè,rispetto quanto ho letto,e voluto trascrivere.

1 commento:

Sophia ha detto...

veramente interessante !