martedì 24 novembre 2009

è questa la figata di voi[questo dicono di noi]

un equivoco[di dimensioni colossali]con lui,su di lei.che loro non potevano capire.e che davanti a loro non volevo spiegare.

non che lui doveva immaginarselo,ma poteva.
non una colpa che non l'abbia fatto,ma che non mi abbia fatto spiegare.

e questa sarebbe la figata di noi.
dicono.
un attimo all'inferno.sbraitamenti,lacrime e urla,ma poi tanto amore.
e questa sarebbe la figata di noi?dico io.
in paradiso,e d'un tratto all'inferno,senza motivo.

e avevo appena visto una troia.per strada.il brutto incontro che mi auguravo di non fare.

la costante che precede i nostri litigi.
tò mò.
e guarda il caso.

l'equivoco era su di lei.la vera lei.l'unica lei.che mi ha occupato il cuore,che l'ha autogestito,e che nonostante lo sgombero è rimasta al suo presidio.

solo tre spritz.quattro,forse.uno dietro l'altro.ma l'alcol non è deleterio,se è così.non è causa,è solo concausa.
come non è causa ma solo concausa quando si scopa da dio.mentre si amoreggia.
solo una concausa.
non siamo fuori.solo un po' piu'.
non alterati,ma esaltati.
nei nostri esseri.

eppure non mi sembrava fossimo così,poco fa.
io dico che non lo eravamo.
è che dopo la troia,divento irriconoscibile,io.
ma infondo stasera non c'entra la troia,ma solo l'equivoco.grosso.sulla lei.con lui.davanti a loro.

la barista maschietta la guardo,e lui non si incazza.perchè lei è bella.e lui non si sente minacciato.
chi non capisce sono cazzi suoi.

io non devo dire chi sono,come sono e perchè.
non sento di volerlo dichiarare.
nè orgoglio,nè vergogna.
per questo non vado ai pride.
Non orgoglio.
Non vergogna.

io mi sento capace di amare,almeno quanto altri.e di fare sesso,almeno quanto altri.con chi,come e perchè,direi che sono cazzi miei.e di chi amo.o di chi fa sesso con me.o di chi voglio rendere partecipe,io.

il resto,come recita la piu' bella e azzeccata pubblicità progresso che io abbia mai visto,semplicemente non importa.

per questo mi batto io.
non per avere piu' dignità,per quello che sono io.per quello che sento io.
ma perchè tutto e tutti,anche quello che non sono e soprattutto non comprendo abbia dignità.

perchè queste informazioni,semplicemente non importino.


[stasera lacrime.ancora.e vorrei sfogarmi con te.sono una sporca vagabonda.mi piacerebbe che tu mi chiamassi,così dopo tanti mesi,per dirmi che ti interessa da morire sapere come sto.che ti interessa sentirlo dalla mia voce.che ti interessa la mia voce,a prescindere da come sto.ma questo non avverrà.spritz o non spritz.lacrime o non lacrime.messaggi o non messaggi.problemi etici o non problemi etici.litigi o non litigi,con lui.che riguardano te o che non riguardano te.]


buonanotte mondo.

c'è sempre da imparare

è uscito prima linea.
urge andare al cinema.
spettacolo pomeridiano,con la sala tutta per me.


[e tanto per cronaca.oggi ho imparato una cosa nuova.e un motivo in piu',per emigrare.io che ormai colleziono motivi.il sistema sanitario nazionale funziona così.un medico ti fa un'impegnativa,con la dicitura urgenza,perchè tu faccia urgentemente un dato esame.tu vai al cup,per prenotarlo,e ti dicono che non c'è posto,neanche per le urgenze.che devi provare domani,a orario di apertura,e poi dopodomani.e che se non trovi un posto libero devi tornare dal medico_e rifare due ore di fila per una dannata prescrizione_per riottenere un'impegnativa di urgenza,che durerà altri due giorni.e incrociare le dita,che nel mentre si liberi un posto.ma che paese è mai questo?se credessi in una qualsivoglia divinità la bestemmierei all'istante.non ci credo,ma di bestemmiare mi viene lo stesso.così.a uff]

lunedì 23 novembre 2009

e invece mi è saltata al collo,cogli occhi pieni di gioia,ringraziandomi per il disegno che le avevo fatto.
[e dire che era uno scempio.non sono capace neanche di ricalcare,io]

ma lei era contenta.
di me.
grazie a me.

e questo ha dato un lampo di felicità anche alla sottoscritta.

"ogni lunedì ne faremo uno,e poi facciamo il nostro libretto"..
[quanta progettualità.sono quasi commossa.]

n i e n t e [non è successo niente]

un anno.
dai che passa.
un'estate.
dai che è finita.senti il freddo??..è finita.
un altro anno.

il prossimo che mi dice tranquilla,è il periodo,poi passa,lo disintegro.
giuro.

lavori,e sei sottopagata.
devi curarti,e ti derubano.a ogni visita,a ogni accertamento,a ogni analisi,a ogni esame.
vuoi studiare,e paga.paga.
e sei in ritardo,e paghi di piu'.

non hanno ancora capito un cazzo,e un altro accertamento da fare.

non ne posso piu'.

intanto anche altri angoli si risvegliano.
il corpo non si sente,se sta bene.
se senti un pezzo,vuol dire che c'è qualcosa che non va.
io sento tanti pezzi.
mi sento a pezzi,visti tutti i pezzi che sento.

e mai niente che sia r i s o l u t i v o .
una punizione.
per me che odio le cose che non capisce il perchè.
e le cose che non si capisce come finiscono.
una super punizione per me che devo vedere la fine,qualsiasi sia,nelle cose.

invece non dipende da me,piu' niente.
e si accavalla tutto,e niente trova conclusione.nè bella nè brutta.

tante rogne.piccole,medie,grandi.
mai tanto gravi da dare un senso al mio stato.
ma mai tanto poco importanti da rendere ingiustificato il mio stato,continuo.



devo arrivare in fondo a delle cose,ma con tutti questi incidenti di percorso non ce la faccio.e lavoricchio che mi sottopagano.e dipendo dagli altri.e questo non aiuta.

io sono stanca.
davvero.
e ho male.
e queste due cose sembrano essere le meno importanti del mondo,adesso.

voglio pensare ad altro,voglio andare via.voglio sorridere,e fare.
ma se i soldi finiscono in queste cose,non restano per il resto.
e se la pazienza,e la fiducia,si perdono in queste cose,non restano per il resto.
un cane che si morde la coda.
io voglio ammazzarlo sto cane.
insieme a quello della finanza.
e mi sale lo schifo quando sento la tipa di turno che noi siamo studenti fuori sede,non abbiamo soldi.e pero' addosso porta uno stipendio in vestiti.
mi sale lo schifo.perchè è uno sfregio,per chi davvero non mangia.e ovviamente non sono io che non mangio.io ho chili in piu',altrochè.


schifata,e scoraggiata.
e oggi ho i bambini,che vogliono giocare,e ridere.

darei qualsiasi cosa per non vederli.
di solito mi aiutano.
oggi li odiero'.perchè mi obbligheranno a fingere.

lunedì 16 novembre 2009

domani [forse]alcune risposte.
o solo altre domande.
[?]

Intanto timore.

Mi sento scoraggiata.Ho sistemato le carte,le ricevute,i post it,gli appunti.Un sacco di roba.E tutta in un anno[canta che ti passa?_sto cazzo.aridaje]
Una cosa dopo l'altra.
Una dopo l'altra??magari.qui si accavallano,ormai.

Stanca.
Davvero stanca.

S t a n c a .

"non voglio un'altra rogna..non ne ho bisogno.non ne abbiamo bisogno..incrocia le dita per me"
...

"ehi.è arrivata un'altra rogna."

[attendiamo di classificarla]
posso bestemmiare o cantare.



[o fare entrambe]

Le crisi vengono.
Le crisi vanno.
Le crisi passano[qualche volta]e comunque restano.resta il nucleo,che le ha generate,e che ci modifica,comunque.
Tutto sta a vedere se i cambiamenti riescono a procedere di paripasso,o a trovare la voglia di rincorrersi,e raggiungersi.e tornare a cambiare[insieme pero']

Tanta voglia.
[che sia così]



venerdì 13 novembre 2009

niente.che sia u t i l e.


niente da dividere.
mi dirai com'è.
e vedrai se c'è un posto in piu',per me.


[e io mi sono commossa per tutto il concerto.e non era l'alcol.erano loro,le parole]

giovedì 12 novembre 2009

ANNI DI MERDA mi è piaciuto un sacco.mi potevo perdere nelle letture,e nelle musiche,alternativamente,o contemporaneamente.
I passi scelti per le letture erano perfetti.
Le interpretazioni,pure.
Le musiche,un strippo.
quasi quasi sabato sera torno a sentire vasco brondi suonare.urlare.parlare e cantare,magari.quasi quasi sabato mi rifaccio un'ora di macchina,per andare incontro alla tristezza della verità.

lunedì 9 novembre 2009

i nuovi malanni,di stagione e non.
non ho mai sofferto di sinusite,eppure.

e domani c'è l'esame.e forse riesco a trascinarmi fino a dopodomani.

ma il tempo è troppo poco,comunque.
ne ho perso troppo,forse.e non solo a causa dei malanni,di stagione e non.

adoro leggere i miei pensieri scritti da un pungo che non è il mio.o da dita su una tastiera che non è la mia.adoro ritrovare me stessa negli altri,in effetti.
mi amo troppo,forse.pura vanità.
o,forse,mi amo talmente poco che trovarmi altrove in qualche modo mi aiuta ad autogiustificare con me stessa l'esistenza di me stessa.

seguo tracce appena accennate alla ricerca di quei pensieri,che gli haiku sono,e basta.nè belli nè brutti.
come dire nè buoni nè cattivi.nè giovani nè vecchi.
e le coincidenze non esistono.
e i riferimenti letterari,e le citazioni nascoste sono belle solo se qualcuno le ha nascoste,ma tu le trovi lo stesso.o se tu le nascondi,e qualcuno le trova lo stesso.
perchè?

trovarsi negli altri.scoprirsi simili.
eppure diversi.

e comunque non basta.non vuol dire n i e n t e .
o q u a l c o s a ,
ma m a i a b b a s t a n z a.


e poi scoprire che gli altri ti scoprono solo in parte.quella sì,che è vanità.segno della unicità.
simili,eppure mai come noi.
a me fa solo tanta solitudine,la comprensione a metà.la parzialità delle cose.
ha quel sapore dolciastro,col retrogusto amaro.come mangiare una caramella,e accorgersi quando è ormai finita,che era scaduta.e nella cartina colorata,un vermiciattolo striscia,e ride.

devo studiare.devo leggere.devo memorizzare.devo imparare.devo capire.
ma ho solo una disperata voglia di dipingere senza pennelli,perchè non ho mai saputo disegnare.
s c r i v e r e ,vorrei.

mercoledì 4 novembre 2009

e poi arriva lei

[la notte]

.

e si porta via il giorno.

poi arriva lui
[il giorno.ma un altro.]

e si porta via la notte che si era portata via il giorno.

quindi ora sono entrambi lontani,e posso ripartire da sola.con la mente piu' o meno sgombra.

sogni sempre piu' da annotare.ieri papà,come avrei preferito non sognarlo.stanotte piu' o meno nell'ordine un museo da visitare,una lite furibonda con mia madre,una terrazza con tanti giovani emo,un pensiero fuggevole"e se venissero gli sbrirri ora qui??",e poi,ovviamente,l'arrivo degli sbirri.tante tante macchine,con tante tante pistole spianate.bah.una retata manco si fosse trattato di rapina a mano armata con tanto di ostaggi e diretta tv dall'interno.bah.

quello che non si puo' annotare sono i dettagli.
ma paradossalmente
quello che resta sono i dettagli.
sempre.
quello che dà da pensare sono i dettagli,sempre.

e io li noto tutti,quasi sempre,i dettagli.

martedì 3 novembre 2009

basta bere un po'[?]

e aspettare.
io aspettero'.

invano.



[posso fare a meno del silenzio,preferisco comunicare]

lunedì 2 novembre 2009

alla fine le due ragazze che sedevano vicino a me si asciugavano le lacrime a vicenda,e si sorridevano.e si abbracciavano.

ed io seduta da sola sul mio seggiolino rosso di velluto,con le ginocchia al petto,e le maniche di lana a stofinarmi gli occhi sporchi di rimmel pensavo che a me mancava un pezzo[ma quale?]

pensavo che avevo elargito informazioni inutili,consapevolmente.Ma in fondo che noi,cerchiamo la bellezza ovunque e passiamo spesso il tempo così,senza utilità[quella che piace a voi,perchè non serve a noi]e quindi che sì,posso permettermi anche di fare cose inutili,se sono vere,se mi va di farle,se mi va di essere me stessa.come ho sempre detto,fatto.e pazienza se resteranno tutte informazioni inutili,elargite ad utili o meno utili destinatari.

neanche una settimana dopo,avrei elargito altre informazioni[consapevolmente] evidentemente del tutto inutili,a riprova che.
il fatto è che quella colazione,aveva un non so che di strano,nella mia testa.solo lì,probabilmente.

la vecchia coperta sulle nuove lenzuola sviluppa il giusto grado di calore.e io adoro le cose pelose.
specie la mattina.e anche le cose calde,specie la mattina.e anche le cose profumate,specie la mattina.e anche le cose buone,specie la mattina.adoro i buongiorni,le colazioni amorevoli,e poi anche le coccole,specie la mattina.era tutto così bello,che un pensiero è andato a quello che non c'è.perchè si sa,l'uomo[e anche la donna.e anche io,che non sono nè carne nè pesce nè niente]è incontentabile.ma è stato bello lo stesso.stranamente[per me]un pensiero di quello che non c'è non ha guastato il resto,che c'era,invece,e restava,invece.ed è stato bellissimo,anche dopo quel pensiero.pero' il pensiero c'era[il pezzo che mi mancava sul seggiolino rosso di velluto,forse,era lo stesso?]

[in corsivo:MarleneKuntz_bellezza__JohnFante_askTheDust]



"la nuova foto mi piace,almeno quanto le altre.non sono mai stata neanche la metà fotogenica di quanto lo è lei"penso,guardandola di nuovo,col sopracciglio destro un po' alzato.poi aggiusto il tiro a quel pensiero.."forse semplicemente non sono mai stata bella la metà,di quanto lo è lei".
e questo l'ho sempre saputo.


ci sarà qualcosa nei tuoi occhi viola
ci sarà qualcosa nella vita per cui v a l g a l a p e n a

ci sarà qualcosa che mi può stordire
ci sarà qualcosa, anche una cura,un s o g n o p e r m o r i r e

a te che te ne vai dono la mia dolcezza,
e s t r e m a v e r i t à ,e t e r n a m i a i n c e r t e z z a
[a te che te ne vai]

sogno che sprofondo in questo viaggio mio mentale
e tutto è nella notte, notte tutta uguale
sogno che sei un urlo di bambino intrappolato
il gioco è cominciato e già è finito il gioco


ci sarà qualcosa nei tuoi occhi viola
ci sarà qualcosa nella vita per cui valga la pena

ci sarà qualcosa persa per la strada
ci sarà qualcosa che ritorna e che ti fa partire ora

a te che te ne vai
e diventi u n 'o s s e s s i o n e
non cederò la notte,p e r d u t a m i a i l l u s i o n e
a te che te ne vai
e diventi u n ' i n v a s i o n e
non cederò la notte,e t e r n a mia ossessione

e diventi un'invasione
ti aspetterò la notte,eterna mia ossessione


venerdì 30 ottobre 2009

D di Denti

L'ho sognato di nuovo.
Li perdevo tutti.Uno dopo l'altro.Iniziavano a muoversi rumorosamente in bocca,uno dopo l'altro.Io li sputavo,e poi li raccoglievo meticolosamente.Molti erano neri e lucidi,come fossero stati curati e piombati.Tutto sembrava tornare a posto,ma poco dopo sentivo che altri denti si stavano muovendo.e così via.Mi cadevano tutti,alla fine.O quasi..mi sono svegliata che ancora avevo gli incisivi..ma già si stavano muovendo anche quelli..

Odio svegliarmi così.
E sono tre notti che sogno troppo.

Quasi quasi con tutti questi numeri gioco a winforlife.

Sentiamo che mi dice fox stamattina.
Io intanto dico Uff[tra duecento significati ce ne fosse uno positivo]




D-Denti

Sognare denti ha sempre a che vedere con la nostra parte aggressiva. I denti hanno sempre funzioni legate alla forza, all'attacco e alla difesa. Quando in sogno si perdono o si spezzano vuol dire che la persona sta reprimendo rabbia e aggressività, oppure che teme di non potersi difendere efficacemente da una situazione minacciosa. A volte può avere anche riferimento ai sensi di colpa che una persona può provare per qualcosa che ha fatto e di cui si pente, ma che non vuole ammettere consciamente.
(Interpretazione della psicologa Caterina Renzi)

Perderli indica cattivi presagi, spesso la scomparsa di un parente, una persona di valore per noi. Se invece i denti sono cariati significa che ti libererai di problemi opprimenti.
Numero smorfia: 87

In generale i denti sono associati alla virilità e all'assimilazione, ma anche all'aggressività. Pertanto soffermarsi nel sogno su una bella dentatura, sana e piacevole a vedersi è il segno di un momento di potenza e perfette condizioni fisiche che non devono sfociare però nell'arroganza. La perdita o l'estrazione di un dente guasto può significare, in positivo, la prossima liberazione da un fastidio o una delusione circa la speranza di una gravidanza in corso. Sognare che cadono tutti i denti è il presagio di gravi perdite materiali o affettive o addirittura di un lutto.
(donnad.it/interpretazione_sogni/Denti,Sogni003,IT,SID,20,donnad.aspx)


Simbolo di potenza sessuale
Numeri della cabala 35

Denti regolari e bianchi: fortuna
Numeri della cabala 53

Denti cariati: brutto presagio
Numeri della cabala 48

Avere i denti d'oro: successo
Numeri della cabala 4

Perdere i denti ( per un uomo ): perdita della virilità
Numeri della cabala 87

Perdere i denti ( per una donna ): cambiamento nella vita sessuale
Numeri della cabala 18

Perdere i denti incisivi: difficoltà nell'approccio
Numeri della cabala 19

Perdere i denti canini: difficoltà a continuare un rapporto
Numeri della cabala 7

Avere i denti finti: la tua forza non è vera
Numeri della cabala 62

Vedere qualcuno che toglie i denti: pensi di essere danneggiato
Numeri della cabala 72

(universonline.it/_tempo_libero/sogni/significato_sogno_d/cabala_denti.php)


DENTE/I = 35;
cariato: dispiaceri e perdite, 44; finto: menzogne e tradimenti, 39; che duole: dispiaceri in famiglia, 35; che trema: situazione incerta, 14; che cade: perdita di persona cara, 13; cavarselo: rottura di rapporti, 70; d’oro: vantaggi economici, 4; di belva; impulsività da frenare, 30; di cavallo: esperienze interessanti, 78; di maiale: ricchezza d’idee, 46; di gatto: vitalità in aumento, 31; di cane: serenità e ottimismo, 58; di pettine: contrasti da superare, 87; lavarseli: donazioni da parenti, 1; lunghi: depressione e malinconia, 38.



I denti nei sogni

Sognare denti che cadono, che vengono strappati, che traballano, che sanguinano, che fanno bella mostra di se' porta sempre molta curiosità e preoccupazione nel sognatore....


I denti si usano per masticare, per mordere, per sorridere, per aggredire o esprimere rabbia. Durante violenti litigi vengono scoperti in un involontario ringhio retaggio dell’istinto animale. Sono legati alla forza ed all’aggressività, alla difesa, ma pure alla salute ed alla bellezza, alla giovinezza, al sex appeal…una bella bocca con denti perfetti aperta in un sorriso, è il primo segnale inviato in una relazione in cui ci sia interesse a farsi accettare e rendersi gradevoli.

Nel sesso, nell’ amore, mordere giocosamente o sensualmente ( ti magio di baci….ti divoro) è legato all’idea dell’assimilazione che è strettamente connessa al simbolo: assimilare il cibo, assimilare l’oggetto d’amore, fondersi. I denti allora diventano uno strumento di presa di possesso (mordere, afferrare strettamente con le fauci) che ha lo scopo di esaudire “il desiderio”, che sia di cibo o dell’oggetto d’amore.

In questa prospettiva i denti che cadono nei sogni, sono un segnale di “perdita”. Perdita di sicurezza, perdita di qualche relazione importante per il sognatore, paura di perdere qualcosa o qualcuno. Paura di perdere la propria prestanza fisica, di invecchiare, di non essere più “potente”, non abbastanza forte e vigoroso, non abbastanza appetibile e gradevole ecc… Sognare i denti che cadono può legarsi a anche al timore dell’impotenza fisica, alla perdita di virilità, di vitalità.

Sia Freud che Jung considerano i il significato dei denti che cadono nei sogni, essenzialmente di natura sessuale e legato all’autoerotismo (strapparsi un dente), alla frustrazione per un rapporto intimo non soddisfacente, alla paura della castrazione o ad un desiderio di maternità non soddisfatto.

La tradizione popolare vuole che perdere i denti nei sogni, preannunci la morte certa di qualche congiunto…capita spesso che qualcuno mi scriva confessandomi le sue preoccupazioni al riguardo, e cerchi rassicurazione. Quest’idea, molto diffusa e radicata, ha origini antiche, infatti, sia la cultura egizia che Artemidoro di Daldi, attribuiscono al simbolo di caduta dei denti una correlazione con la morte di un congiunto. E la stessa posizione del dente darà indicazioni precise sulla persona designata: gli incisivi indicheranno persone giovani, i premolari persone di mezz’età ed i molari gli anziani; l’arcata superiore si riferirà a personaggi importanti (per il sognatore) e quella inferiore a persone meno care o meno vicine.

I sogni in cui fanno mostra di se’ denti sani e splendenti o in cui i denti cadono o appaiono ammalati anneriti crepati, cariati per la loro varietà e la frequenza con cui si presentano, vanno considerati molto attentamente rilevando, in ogni immagine o situazione che il sogno porta, le emozioni ed i sentimenti correlati: ansia o paura, rabbia o desiderio, sollievo e liberazione che forniranno preziose indicazioni per un’analisi pertinente.

(guide.supereva.it)





Se qualcuno avesse le competenze per una vera interpretazione...

mercoledì 28 ottobre 2009

un altro motivo per emigrare

Come stessi entrando nella tana del leone.

Un agnellino,in mezzo ai lupi.

Sorrisini di chi sa che sei in difficoltà.Sorrisini di chi ci prova gusto a lasciartici,in difficoltà.

Un cameratismo che sa di bullismo,e fascismo.

E maschilismo,anche,un po’.

Sprazzi di umanità,ma solo a tratti.e solo dal singolo,mai dal gruppo.

Solo una notifica.Il peggio deve ancora arrivare.convocazione,facce ostili,colloquio.

[oddio.che parolona.il testo della legge è lo stesso che.oddio.che cosa assurda,allucinante.e non solo a tratti.totalmente allucinante.]

Tutto questo casino,per la prima parte?per la burocrazia??odio.e il resto??..mioddio.Potevano fare danni che neanche immaginano.Io che danni potevo fare??a chi,poi??a nessuno.niente a nessuno.

E pero'.

Qui sono sempre gli altri,i puritani,le maggioranze,gli I P O C R I T I,a decidere per tutti.

anche per me.

E restare ostaggio dello stato per un mese due tre.ancora un anno,e poi forse due.perchè non ci sono scadenze.tu sei ostaggio,finchè loro avranno tempo da dedicarti.E non sapere cosa succederà.e avere sempre paura nel non sapere quale sarà la punizione a te destinata.

Il grave reato:voler decidere della propria vita,finchè non si danneggia quella altrui.

In Italia questo è severamente punito dalla legge.

Per non correre rischi bisogna invece danneggiare tutti.E poi distrarli.

Allora non vieni punito in Italia.

processi per mafia andati in prescrizione,condoni per i truffatori,politici corrotti.....e pero' guai a commettere il reato di voler decidere della propria vita,senza dare fastidio a nessuno.

Guai.

E guai sono e saranno.


Sto pagando le conseguenze di un posto di blocco in cui erano in troppi,per dimostrarsi uomini,umani,intelligenti e sensibili.Erano in troppi e la regola[l’unica regola]doveva essere la legge.La cieca obbedienza a una legge già cieca di per sé.E loro lo sanno.perchè loro vedono,volenti o nolenti,tutti i giorni.

Loro,gli addetti ai lavori,volenti o nolenti sanno,quanto stupida ed insensata sia tutta questa fiera.Ma se sono in gruppo,e se hai la sfortuna di incontrarli,devono fingere di non sapere,non capire,non potere.

Che stronzata.

Ti faranno qualche domanda,ti diranno di non rovinarti con ste cazzate.ti diranno non farlo piu’.

Io non ti dico non farlo piu’,ma di non farti beccare piu’.

Se avessi incontrato me,ti avrei tirato un orecchio,avrei gettato tutto nell’immondizia e ti avrei detto di non farti piu’ vedere in giro.

Già.

A me invece non è andata così,sai begliocchiblu?? [sempre col peggio devo capitare io]

Non c’era bisogno,di trattarmi[ci]come mi[ci]hanno trattato.Lo so io,lo sai tu[Le do del Lei,mi scusi].Eppure.

Va bè.

E’ andata così.

Speriamo bene.

Questa è in fondo solo l'ennesima evidenza della differenza che c'è fra paese reale,e paese ufficiale.

Già.

Poteva comunque andare peggio.

Evviva il gioco di Pollyanna.[alè]


venerdì 16 ottobre 2009

TheBellJar[e chi ne muore soffocato]

Tutto d'un fiato.
Come immaginavo mi ha risucchiata,tanto mi ci sentivo a mio agio,dentro.

E poi saranno poesie,se.Avevo detto.
Adesso mi dico che sì,saranno poesie,adesso.

Quello che provocherebbe brividi sembra invece un abbraccio ben piu' caldo del freddo che ti ci ha portato incontro.
Devono chiamarmi per nome,perchè io mi avvicini.
Devo sentire il suono,e riconoscerlo,perchè io mi avvicini.
Riferimenti buttati ovunque che restano lì nella loro immaterialià,nella loro non concretezza finchè mi sento chiamare per nome,e riconosco il suono.E mi avvicino.con passo sicuro o lentamente,ma mi avvicino.
Poi arrivo,e mi lascio risucchiare.avvolgere.e coinvolgere.
Pensieri che immagino prima di arrivare a leggerli.Rivoli,che partono,autonomi,e si congiungono alla fine.Due entità individuali,due pensieri,due modi di esporli,che seguono strade diverse,per arrivare a congiungersi,poi.alla fine.
[E' la fine,quella piu' importante]
?


Spaventano e mi ci avvicino lentamente,timorosa.Riconosco e so.Nonostante tutto vado.
Mi piace.
Forse soffochero'.
Forse le somiglianze mi aiuteranno.o forse mi spingeranno.E allora soffochero'.
Ma meglio soffocare per la troppa aria,meglio soffocare per un cuore che non regge la verità,la purezza della verità,la semplicità della verità,che dentro la campana di vetro che gli altri hanno caricato del loro ossigeno.un ossigeno che non puo' nutrire esseri così diversi anche nelle meccaniche interne.
La sensibilità e le sue conseguenze.La malattia mentale e la sua guarigione.Una fine già scritta,in ogni caso,quando il punto di partenza è una certa sensibilità,nonostante la guarigione,interna.E' guarita,ma ugualmente anni dopo è crollata. s u i c i d a. Perchè la guarigione non dovrebbe riguardare lo stato della sensibilità.La guarigione dovrebbe riguardare l'aria,contaminata,che spinge sempre piu' giu' quella campana,e che la fa percepire come peso insostenibile alla sensibilità.La guarigione dovrebbe riguardare quelli che nell'aria contaminata vivono e respirano a pieni polmoni,contaminandosi,a loro volta,e contribuendo al peso che quella campana ha,su chi ancora non è ammalato,ma solo sensibile.
Ancora.
Solo.
Sensibile.









capitolo III
...
"Che progetti hai dopo la laurea?"
Avevo sempre pensato che i miei progetti fossero di ottenere una grossa borsa di perfezionamento,in America oppure in Europa,e poi di fare la carriera universitaria e scrivere libri di poesie o,in alternativa,di scrivere libri di poesie e lavorare in qualche casa editrice o rivista.Normalmente questi progetti li avevo sulla punta della lingua.
"Non lo so"sentii che dicevo.
Fu uno shock,sentirmi rispondere così,perchè nell'istante stesso in cui pronunciai quelle parole capii che erano la verità.Avevano il suono della verità,e lo riconobbi,nella maniera in cui si riconosce una persona che da anni si aggira davanti a casa,ma rimanendo nell'ombra,e poi improvvisamente si fa avanti e si presenta come il tuo vero padre;e tu vedi che ti somiglia moltissimo e allora capisci che ha detto la verità,e che quello che per tutta la vita hai creduto tuo padre è un impostore.
"Non lo so".
...


capitolo VII
...
Vidi la mia vita diramarsi davanti a me come il verde albero di fico del racconto.Dalla punta di ciascun ramo occhieggiava e ammiccava,come un bel fico maturo,un futuro meraviglioso.Un fico rappresentava un marito e dei figli e una vita domestica felice,un altro fico rappresentava la famosa poetessa,un altro la brillante accademica,un altro ancora era Esther Greenwood,direttrice di una prestigiosa rivista,un altro era l'Europa e l'Africa e il Sud America,un altro fico era Costantin,Socrate,Attila e tutta la shiera di amanti dai nomi bizzarri e dai mestieri anti-convenzionali,un fico era la campionessa olimpionica di vela,e dietro e al di sopra di questi fichi ce n'erano molti altri che non riuscivo a distinguere.
E vidi me stessa seduta sulla biforcazione dell'albero,che morivo di fame per non saper decidere quale fico cogliere.Li desideravo tutti allo stesso modo,ma sceglierne uno significava rinunciare per sempre a tutti gli altri,e mentre me ne stavo lì,incapace di decidere,i fichi incominciarono ad avvizzire e annerire,finchè,uno dopo l'altro,si spiaccicarono a terra ai miei piedi.
...

capitolo VIII
...
"Ti ricordi "incominciai"quella volta che mi hai riaccompagnata al college in autostop dopo il teatro?"
"Sì"
"E ti ricordi che mi hai chiesto dove avrei voluto vivere,se in campagna o in città?"
"E tu hai risposto.."
"Ho risposto che volevo vivere sia in campagna che in città".
Buddy annuì.
"E tu"continuai con impeto inaspettato"ti sei messo a ridere e hai detto che avevo la tipica personalità nevrotica e che la tua domanda compariva in un questionario che vi avevano dato quella settimana in una lezione di psicologia"
Il sorriso di Buddy adesso era meno radioso.
",avevi ragione.Sono nevrotica.Non potrei trovarmi bene in campagna in città".
"Potresti vivere a metà strada"suggerì Buddy,pratico"e di lì andare ogni tanto in città e ogni tanto in campagna".
"Ah!Questo dunque non sarebbe nevrotico?"
Buddy non rispose.
"Avanti,rispondi!"incalzai.
"No"disse Buddy con voce incolore.
"Appunto!"Mi permisi una risata sprezzante."No,se nevrotico vuol dire desiderare contemporaneamente due cose che si escludono a vicenda,allora io sono nevrotica all'ennesima potenza.Volero' su e giu' dall'una all'altra per il resto dei miei giorni".
Buddy poso' la sua mano sopra la mia."Lasciami volare con te".
....

capitolo IX
...
Non volevo farmi fotografare,perchè mi veniva da piangere.Non sapevo perchè mi venisse da piangere,ma sapevo che se qualcuno mi avesse rivolto la parola,o mi avesse guardata in faccia,le lacrime sarebbero sgorgate dagli occhi e i singhiozzi sarebbero esplosi dalla gola e io sarei andata avanti a piangere per una settimana.Me le sentivo,le lacrime,sciaguattare dentro,pronte a traboccare come acqua in un bicchiere traballante e troppo pieno.
...
"Coraggio.un bel sorriso!"
Alla fine,obbediente,come la bocca di un pupazzo ventriloquo,anche la mia bocca incomincio' ad arricciarsi all'insu'.
"Ehi!"protesto'il fotografo come colpito da un presentimento"sembra che tu stia per piangere".
Fu irrefrenabile.
Nascosi la faccia nel velluto rosa del divanetto e con mio immenso sollievo le lacrime salate e i singhiozzi di infelicità che per tutta la mattina si erano aggirati dentro di me eruppero nella stanza.
...

capitolo XI
...
Vedevo i giorni dell'anno come una lunga fila di scatole bianche luminose,separate l'una dall'altra dall'ombra nera del sonno.Solo che per me la lunga prospettiva di ombre che distinguevano una scatola dalla successiva si era improvvisamente spezzata,e la serie interminabile dei giorni mi si apriva davanti abbagliante come un grande viale bianco di desolazione infinita.
Mi sembrava assurdo stare a lavarmi,se poi mi toccava rifarlo il giorno dopo.
Solo a pensarci,mi sentivo stanca.
Volevo fare le cose,una volta per tutte e basta,chiuso.
...


capitolo XV
...
..dovunque mi fossi ritrovata,sul ponte di una nave o in un caffè di Parigi o a Bangkok sarei stata sotto la stessa campana di vetro,a respirare la mia aria mefitica.
...
L'aria della campana di vetro mi premeva intorno come bambagia e io non avevo la forza di muovermi.
..


capitolo XX
..
"Ricominceremo da dove eravamo,Esther"aveva detto con il suo dolce sorriso da martire."Faremo come se fosse stato soltanto un brutto sogno".
Un brutto sogno.
Per chi è chiuso i una campana di vetro,vuoto e bloccato come un bambino nato morto, il brutto sogno è il mondo.
Un brutto sogno.
Io ricordavo tutto.
...
Forse l'oblio come neve gentile avrebbe dovuto attutire e coprire tutto.
Ma quelle cose facevano parte di me.Erano il mio paesaggio.
...


...
I genitori di Joan mi invitarono al funerale.
Ero stata una delle migliori amiche di Joan,disse MRsGilling.
"Guarda che non sei tenuta ad andarci"mi aveva detto la dottoressa Nolan."Puoi scrivere dicendo che te l'ho sconsigliato io".
"Ci andro'"dissi,e così feci,e durante tutta la semplice cerimonia continuai a domandarmi cos'è che stessi seppellendo.
..
Feci un profondo respiro e ascoltai il mio cuore ripetere l'antica vanteria.

Io sono,
io sono,
io sono.









L'impiccato


Per le radici dei capelli mi afferro' un qualche dio.
Sfrigolai nei suoi volti azzurrini come un profeta nel deserto.

Le notti sparirono di scatto come palpebra di lucertola:
un mondo di giorni bianchi e nudi in un'orbita senz'ombra.

Una noia d'avvoltoio mi affisso' in questo tronco.
Se lui fosse me,farebbe cio' che feci.
27 giugno,1960

[da Ariel,Sylvia Plath]
[da TheBellJar, SylviaPlath]

giovedì 15 ottobre 2009

quando mi sveglio con questi occhi qui non riesco a non avere fisso in testa un chiodo.non riesco a non sentire tutta la notte appena trascorsa,con tutto il suo peso.non riesco a non sentire il peso di un bacio stampato in fronte.che non si cancella.quando mi sveglio con questi occhi qui mi odio.e odio il mondo,intero.come lo si odia a quindici anni,che poi pero' passa.in genere.invece questi occhi qui non passano.e se mi guardo li vedo,e se non mi guardo li sento.E basta sbagliare un passo che rischi la vita,quando vivi in equilibrio su una corda,tesa troppo in alto.E si rimette tutto in discussione,sempre.come se.

[sei la risposta che manca e il resto per me,è indifferente]

devo studiare.devo pedalare.devo uscire.

c'era un sole caldissimo fino a pochi giorni fa.adesso il freddo taglia la faccia.e la pancia.in due.poi in tre.taglia come una cazzo di lama affilata,il freddo.dentro.come recitava un titolo.

[non ho la forza di lasciarti andare per poi restare a guardare se al mio risveglio ci sarà ancora sole,ancora amore]

è vero,sembra un puzzle.un fottuto puzzle incompleto.e non importa quanto io mi concentri per finirlo,perchè appena mi distraggo qualcuno toglie i pezzi,e io non me ne accorgo.e so solo che non vado avanti.e mi sento immobile.e forse è l'altra me che li toglie quei pezzi,quando io mi distraggo.forse l'immagine del puzzle non è poi così bella,e non finirlo significa proteggermi,temporaneamente.divento io stessa un pezzo,di chissà quanti puzzle.

e quando anche chi ami,preferisce proteggere se stesso,che te.quando desidero un abbraccio piu' di ogni cosa,e questo non arriva per tutta la notte,allora mi sento davvero sola.sento che niente conta davvero.che niente è per sempre,e che i miei fiori forse si sono rovinati[non ho abilità].che forse tutto vale solo finchè non finisce.e che io sbaglio,perchè mi comporto come se fossi sempre in attesa di quella fine,e poi incolpo il mancato abbraccio del mio stato d'animo.quando invece dipende solo da me.e dal resto.

e tutti sanno tutto.e tutti riescono a fare tutto.quando si tratta di te.quando poi le cose si invertono pero' tutto sembra così complicato..e io comprendo.strano.e ripenso a tutte le risposte di merda che mi sono state date e a quanto sarebbero adatte.per far capire come ci si sente,ad essere trattati così.ma non infierisco,perchè non ce la faccio.perchè in fondo mi dispiace.perchè forse non è cattiveria.forse non capiscono.forse sono solo superficiali.e menefreghisti.e pero' tutti sanno tutto.tutti sanno cosa dovrei fare,e non fare.cosa è giusto e cosa non lo è.cosa è grave e cosa solo una mia paranoia.e sono senz'altro io che sbaglio.e pero' mi avessero chiamato una volta una quando non c'era bisogno della confidenza seduti davanti ad un pranzetto.mi chiedo perchè sono così adatta ad essere una confidente e così poco adatta ad essere un'amica.
poi mi rispondo.è perchè ad una confidente si scarica roba addosso,quando è troppa.e si prende indietro altra roba quando non si riesce a produrla.con un'amica invece è un po' diversa la storia.e l'altro,diventa importante.la considerazione dell'altro,coi suoi tempi,i suoi stati d'animo,la sua vita,le sue esigenze,diventa fondamentale.
e davanti all'ennesimo abbraccio di circostanza,e all'ennesimo GrazieFraMiCiVolevaProprio, produco uno strano sorriso.che in realtà è un sorriso al contrario.è tutta la rabbia e l'angoscia e la solitudine,che mi piegano la bocca e mi fanno capire di non avere amici non a caso.ma perchè l'essere umano,fondamentalmente,è un'egoista di merda.

E chi se ne va l'ha solo capito prima.ha solo avuto prima,la forza di andare.

Mi sembrava di vederti camminare insieme agli angeli
Mi sembrava di vederti piangere chiamandomi
Eri lì. in volo
Forse avrei dovuto dare un nome
Ad ogni lacrima che ho visto piangere
Mi sembrava di vederti nella notte solo a pensare
ERI LI',SOLO

chissà se ti sentivi come me.vorrei chiedertelo.ho paura della risposta.

mercoledì 14 ottobre 2009

cose semplici[e banali]

è inutile[è lui che la sa sempre dire nel modo giusto]

Oggi le mie mani sembrano d'avorio
è l'inizio di una nuova era anche per me

Oggi è mattino e mi ha afferrato lucido
e se fossimo noi ad esser sbagliati
e se fossimo noi pazzi e malati
hai il coraggio o no?

Cose semplici e banali per riconcigliarmi
con gli anni sprecati
e dentro ci sei tu
grazie a tutti per davvero
siamo alla fine
e ho perso l'inizio

ma ho un senso in più.

mi permetto di dissentire sull'ultimo verso. so che non me ne vorrà per questo.

niente fa mai lo stesso effetto

stessa cosa.stessa sequenza.stessi soggetti.
non si puo' prevedere niente.
non è una moltiplicazione[che invertendo l'ordine dei fattori il prodotto non cambia]
il risultato sarà sempre diverso.
e puo' non piacere.
uno.giu' due.giu' giu' tre.poi anche il quarto[volendo]
e poi?
stronzate.
solo stronzate.che rovinano tutto.
ma cosa c'era poi da rovinare?se si rovina così facilmente forse era solo apparentemente liscio,e vellutato.ma sotto c'era già l'increspatura,che aspettava la prima goccia,per potersi mostrare.
ma qui l'increspatura cos'è?dov'è?cosa rappresenta?e soprattutto,come si fa a farla sparire?non basta accarezzare,perchè sparisca.ci vorrebbe un ferro rovente,che io non ho.

ho ciccato in terra,chiedendomi quanto contino le abitudini nella vita,ma ero troppo sbronza,per potermi dare una risposta sensata, o lucida[o forse solo razionale]
ho riaperto gli occhi e fissato la cenere dicendomi che potevo raccoglierla,invece mi sono alzata,e l'ho pestata,coi piedi,nudi.sul marmo freddo,la cenere era una metafora.e passata la sbronza diventa piu' difficile fingere di non potersi dare le risposte che si cerca di non cercare.

mi viene voglia di andarci a quel concerto,da sola.a sentire gli opeth,e poi i dream theater e piangere un po'[nel metallo lacrime metalliche forse non si vedranno]
metalliche e fredde.come il suono che a volte sembra fare questa pompa rossa che mi batte in petto.non già un rimbombo cupo,ma caldo.ma un suono freddo,e metallico.che sa di voce registrata.di battito registrato,quando piango lacrime metalliche.
poi ci ripenso,perchè da sola non faccio piu' nulla.
[sarai sempre sola,ora che mi hai]_a me non era stato detto esattamente questo.ma sarebbe forse cambiato qualcosa?avrei forse potuto decidere?avrei forse potuto non sentire?
E ora?
posso scegliere,ora?

e poi c'è un volo che costa troppo poco per non decidere di partire.ma quella è una partenza che va fatta insieme.e io non so se è il momento.non sembra mai [da un po']il momento.e io sono in astinenza.e la parolina magic non mi fa piu' paura.e in fondo il tartufo è materia pregiata.e lo so che farà freddo,ma ci si scalderà.magari trovo la ragazza che mi fece l'occhiolino da dietro la sua vetrinetta,illuminata.la sogno anche,qualche volta.era così bella.

niente fa mai lo stesso effetto.
la seconda volta.
[e poi tutte le altre]
.
punto.

lunedì 12 ottobre 2009

InMyTimeOfNeed

[Would someone watch over me]

?




spesso scrivo solo un mare di stronzate.
qualche volta me ne accorgo.
raramente le cancello.
[sto giro è andata così]