venerdì 11 settembre 2009

ANDIAMO A VEDERE LE LUCIII[DELLA CENTRALE ELETTRICAAA]

Giorni duri.che non hai voglia di parlare.che ti sembra tutto assurdo. che senti persone che non riconosci. che ti chiedi come sia possibile, ancora una volta. che ti senti delusa, infinitamente. che senti la mancanza, infinitamente[di altri.di chi non è piu' accanto a te] E alle quattro di pomeriggio scopri che a un'ora da casa tua c'è un concerto, che per tre volte sei riuscita a perderti, in questa lunga assurda estate del cazzo. e decidi che devi partire. Perchè non hai voglia di parlare, pero' la voglia di ascoltare lui ce l'hai.

E allora "andiamo a vedere le luciiiiiiiiiii, della centrale elettricaaaaaaaaaaaaaaa?"[ok,andiamo]


E sarà che erano giorni che si parlava di.con.E sarà che oggi è anche un anno che.,e io non sono dove dovrei essere.E sarà che ad un anno da,non posso non pensare che invece ormai sono quasi tre anni da.E sarà che certe tragedie ti segnano in modo irrimediabile.E sarà che tra chi Resta,c'è chi è piu' simile a chi ha deciso di non restare.E sarà che certi argomenti finchè non ci penso in un certo modo restano nella normalità,ma se ci entro dentro,diventano un fottutissimo trip[di quelli bastardi.che ci resti sotto]E sarà che tutte queste cose insieme a una voce così logorante ascoltata per la prima volta dal vivo.Sarà.Ma l'effetto è stato strano[come quellavoltaiverdena,subitodopochelui.]un effetto strano.che sa di pioggia[e di una quotidianità bastarda]


Tu mi dicevi “da questa città ce ne dobbiamo andare tutti e due, e soprattutto io” dicevi, un miliardo di bar, bar dappertutto, e camminando verso casa mia ero così allegro che ero sorpreso, la città era desertica, e non ci ricordavamo dove avevamo parcheggiato la nostra astronave con i pneumatici lisci, ti ricordi delle sportellate sul cuore? Di certi cieli bianchi sproporzionati, e i tuoi occhi come certi cieli, neri, come i nostri vestiti, e dalla finestra del tredicesimo piano della casa popolare dove si è trasferita tua madre si vede tutta Ferrara, dal castello al grattacielo, e l’insegna luminosa dell’Ipercoop, delle luci enormi che ci sposavamo alla finestra come fossimo a Las Vegas, e poi, e poi ci troveremo come le star nei peggiori bar a lavorare, o nell’autogrill di Ferrara Nord a dormire, e il treno regionale per Bologna sembrava la Transiberiana e tutti morivano sulla superstrada per il mare, ci cadevano in testa le stelle inchiodate male, chissà quando tornerà l’estate di tre anni fa, cercando con il metaldetector le catenine e i desideri sulle spiagge dei lidi ferrarese, e gli stessi tragitti, i cortei nei corridoi della casa dei tuoi genitori, e le bici rubate le coloreremo ancora di verde militare per nasconderci a scopare al parco Massari, questa città non ci morirà tra le braccia, il parcheggio dietro al petrolchimico, a tirarci dei calci e a tirarci dal naso i calcinacci e le sere, lavare il cielo con la candeggina perché fa buio presto, sputavamo delle stelle, dal terzo piano sull’hinterland ma era proprietà privata, era tutta proprietà privata, penso, pensa se adesso nevicasse, saremmo tutti più tranquilli, in questa città che dicevi che ti sembrava un congelatore, questa città sotto il livello del mare, e i cubetti di porfido che ci sono in piazza li staccheremo uno ad uno per farci delle bancarelle di braccialetti, mi dicevi, ce ne dobbiamo andare tutti e due, e soprattutto io, dicevi, io ho scritto per terra col catrame che ti penso raramente, come back september come quando ci svegliavamo in tre nel letto con le braccia informicolate, in piena pianura padana ma col fuso orario del giappone ero un cameriere vestito bene, e quella casa ora è un cantiere, e non ci resta che scoppiare a ridere, a dirotto, avevamo l’inesperienza necessaria per andarcene, “avevamo l’inesperienza necessaria per andarcene”, dicevi, e ce ne siamo andati tutti e due, e soprattutto t u.

Vasco Brondi.

[e le lacrime di misia]


video
..e ci piscino pure addosso gli angeli..

6 commenti:

marian. ha detto...

l'immagine della città come io la vedo. uno scritto carico.

Michiamomari, e ha detto...

Ehi.. ciao! scrivi che finisci "per odiare chi mi da segnali, mi dice cose, e poi non riesce a concretizzarle".. concretizzare - fuori dalla mia portata.. accetta lo stesso un segnale; un segnale.. di che? bè, di fumo.

http://www.youtube.com/watch?v=7gsqBEPSrd0&feature=related

☆Vale ha detto...

La sera che sei andata a vedere le luci io ho visto i vetusta morla...di nuovo :)

mIsi@Mistriani ha detto...

@ marian
quel ragazzo scrive carico.perchè vive carico.e canta ancora piu' carico.e quella sua POESIA,musicata,mai sentita prima,mi ha fatto venire i brividi.e non era freddo.e uscire qualche lacrima.e non era vento.
...


@ michiamomari,e
concretizzare per me puo' voler dire tante cose...e anche questo mezzo per quanto virtuale per me è stato fonte di cose molto concrete..e di conseguenza anche di delusioni,molto concrete.
cmq,tolta questa parentesi,non era riferito ovviamente a te..ma a persone che non avevano propriamente esordito[nella mia vita,non certo solo su questa pagina]dicendo che non era nella loro portata concretizzare..
di qui la rabbia.e la delusione.

cmq..segnale [di fumo] arrivato..
^^

Take it!
Take another little piece of my heart now, baby!
Oh, oh, break it!
Break another little bit of my heart now, darling, yeah, yeah, yeah.
Oh, oh, have a!
Have another little piece of my heart now, baby,
You know you got it if it makes you feel good...


@ vale
anche tu "abitudinaria"??...io adoro scoprire gruppi nuovi,ma quelli che non deludono mai,vado a sentirli ogni volta che riesco...
e qst autunno ho in programma di recuperare tutte le occasioni perse st'estate..

FRA Gioia[e]Rivoluzione ha detto...

mi piace questo gruppo! come sono dal vivo?

mIsi@Mistriani ha detto...

lui,da brividi.veramente.

e per l'occasione avevano riarrangiato tutti i pazzi con tale daniela,al violoncello[bravissima] e rodrigo,al violino[lui è quello degli after]...

uno spettacolo.veramente.