lunedì 14 giugno 2010

Trascinarsi dietro una situazione senza saperla chiudere
o chiuderla ma aprirne una speculare
o cercarne altre,ma imbattersi nei vecchi difetti.

perchè?
cosa significa?

sono io?o è solo una maschera,così collaudata da sentirla davvero parte di me?
o è solo una parte preponderante di me?quella che comunque,in ogni caso,non riesce a scindersi dalle altre?[in nessun luogo e in nessun contesto.con nessuno]

non essere un terapeuta e non avere cognizione di causa eppure analizzarsi e procedere a tentoni nell'insondabile.
e sapere che non è terapia quello che ne deriva,ma solo deriva.

deformazione professionale
o anche solo deformazione

deriva
[de-rì-va]
s.f.
1 Trascinamento di un solido immerso o galleggiante su un fluido in movimento
| Andare alla deriva, essere trasportato dalla corrente o dal vento; fig. non reagire di fronte al succedersi di eventi negativi

stessa voce altra fonte
deriva [de-rì-va] s.f.
  • 1 Spostamento, rispetto a una superficie fissa, di un corpo immerso o galleggiante nell'acqua o nell'aria, dovuto al movimento delle correnti || geol. d. dei continenti, secondo la moderna tettonica, il graduale allontanamento dei continenti l'uno dall'altro, avvenuto in un arco di tempo di centinaia di milioni di anni e tuttora in corso | andare alla d., essere in balia delle correnti ~fig. abbandonarsi per inerzia al corso degli eventi finendo con l'allontanarsi da forme di vita ordinate e regolari

  • 2 mar. Piano longitudinale, fisso o mobile, di prolungamento della chiglia, usato in alcuni tipi di imbarcazioni

ne deriva che avevo capito bene.
eppure non è inerzia,cazzo.
è l'opposto dell'inerzia quelloche mi ci trascina.
[ma sappiamo mentirci così bene?]

possono capitare cose belle anche per caso,non vanno per forza ricercate e volute con tutti se stessi.non sempre bisogna essere nelle priorità di qualcuno per avere qualcosa.per sentire qualcosa.non è necessario.
eppure.
tant'è.
un sorriso per strada fa bene.
e se non uscivo in strada non l'avrei ricevuto.nè dato.
non sarebbe esistito.
e uscendo non potevo prevederlo,nè tantomeno l'altro poteva prevederlo.
nè sorriderci era nostra priorità prima di uscire di casa.
non sapevamo ci saremmo incontrati.
due passanti.
due sconosciuti.
un sorriso ricambiato che fa bene,pero'.
eppure.
di fronte alle cose imprevedibili e quindi non volutamente cercabili,ok,è così.ci sta.
l'ho capito.
ma invece,per tutto cio'che si conosce,e che si puo' scegliere[o non scegliere]volere[o non volere]cercare[o non cercare]evitare[o non evitare]
bè per tutto questo non riesco a prendere quello che viene.
non posso goderne,se so che non era cercato voluto desiderato.scelto.
se non sono scelta,consapevolmente,e non ho scelto altrettanto consapevolmente,
allora non ha senso.
e posso anche goderne[inutile mentire]ma è un godimento a metà.
fine a se stesso.
"Il momento non è niente...Se è orfano di tutto il resto. E' inconsistente e bidimensionale peggio di uno dei miei quadri, il momento."per dirla con parole vere,e comunicative.e non mie[guarda caso]
e quindi lo rifiuto.
c'è stato un tempo e forse ci sarà di nuovo anche per questo.
ma non è ora.
ora non lo voglio,questo quello tanto desiderato in altri momenti passati e probabilmente futuri.

ma tra le righe sottolineate mi soffermo un attimo di piu',perchè vedi che se penso quello che penso dipende da chi sono e chi sono dipende da cosa ho fatto,anche?

"Mi chiedevo come mai persone molto simili possano farsi danni gravi, e persone apparentemente lontanissime migliorarsi in modo così spettacolare; mi chiedevo se c'era una regola dietro tutto questo o solo il caso, se era un effetto permanente o temporaneo."

.....

"Mi chiedevo quali sono i limiti di tolleranza alla fatica e all'esasperazione e all'inutilità che un'amicizia dovrebbe avere, prima di diventare una specie di vocazione missionaria o una storia d'amore unidirezionale equivoca e dissimulata tutto il tempo"

e se te lo chiedi poi devi stare attenta,alle risposte.

ad avercele,le risposte.chiedersi qualcosa senza aspettare una risposta è disegnare cerchi concentrici,senza avere un centro preciso del cerchio.impossibile.eppure possibilissimo.diventare una piega su piega di se stessi.in attesa delle risposte che non arrivano nè da dentro nè da fuori.

che poi tanto se arrivano da fuori non ci credi,perchè vivi nel dubbio.e allora questo ti giustifica.almeno ai tuoi occhi.hai piu' che buoni motivi,per dubitare.cazzo.devi,dubitare.e non riesci a fare altro d'altronde.ti fidi troppo ma a strappi viene fuori il dubbio,prepotente,lucido.si disegna netto.in mezzo a tutte le altre cose appena sfumate.rarefatte.

lui è nitido.[fanculo]

il circolovizioso del non mi aspetto niente,ma poi che senso ha?resta una cosa finta,a pezzi,e quindi mi lascio andare,mi apro.mi dico.ascolto.modulo le mie idee su concetti altrui infondo ben definiti.quasi convincenti.il circolovizioso si ripete.da bravovizioso che è.

[la città è finalmente silenziosa.è così strano sentire il nulla entrare da queste finestre.su questa strada dove si fa fatica a dormire anche di notte,per la sua incapacità di stare in silenzio]

e poi c'è il luogo catalizzatore.

in quanto luogo puo' essere evitato.ma in quanto nonluogo no.puoi evitare di andarci ma la sua esistenza a prescindere dalla tua presenza ti arriva comunque.a strappi magari,ma ti arriva.

1 commento:

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

è impossibile vivere senza maschere, quindi tanto vale conviverci