martedì 15 giugno 2010

io quella vitalità dei diciott'anni l'ho persa.
ma tutto il resto no.
ed è proprio quel tuttoilresto quello che auspicabilmente andrebbe perso con gli anni.

è tutto al rovescio.
sono tutta al rovescio.

sarà per questo che amo con la testa e penso con il cuore.







So won't you tell me what to do
I can pretend that you tell the truth
Won't you tell me what to do
I can pretend you tell the truth

And you've made up the rules
So that you'll win this game
But you can't tell me what to do
Cause I don't believe in you
What's left a sweet sweet sweet embrace
And you're a thousand miles away


partirei,adesso.
c'è un giro che andava fatto,e non è stato fatto.e che mi urge,dentro.
sento l'urgenza delle persone.di sapere.
ma devo tornare a studiare.
e stare qui,incollata qui.
una volta mi sentivo un albatros.adesso sono un piccione.e non viaggiatore.

lunedì 14 giugno 2010

Trascinarsi dietro una situazione senza saperla chiudere
o chiuderla ma aprirne una speculare
o cercarne altre,ma imbattersi nei vecchi difetti.

perchè?
cosa significa?

sono io?o è solo una maschera,così collaudata da sentirla davvero parte di me?
o è solo una parte preponderante di me?quella che comunque,in ogni caso,non riesce a scindersi dalle altre?[in nessun luogo e in nessun contesto.con nessuno]

non essere un terapeuta e non avere cognizione di causa eppure analizzarsi e procedere a tentoni nell'insondabile.
e sapere che non è terapia quello che ne deriva,ma solo deriva.

deformazione professionale
o anche solo deformazione

deriva
[de-rì-va]
s.f.
1 Trascinamento di un solido immerso o galleggiante su un fluido in movimento
| Andare alla deriva, essere trasportato dalla corrente o dal vento; fig. non reagire di fronte al succedersi di eventi negativi

stessa voce altra fonte
deriva [de-rì-va] s.f.
  • 1 Spostamento, rispetto a una superficie fissa, di un corpo immerso o galleggiante nell'acqua o nell'aria, dovuto al movimento delle correnti || geol. d. dei continenti, secondo la moderna tettonica, il graduale allontanamento dei continenti l'uno dall'altro, avvenuto in un arco di tempo di centinaia di milioni di anni e tuttora in corso | andare alla d., essere in balia delle correnti ~fig. abbandonarsi per inerzia al corso degli eventi finendo con l'allontanarsi da forme di vita ordinate e regolari

  • 2 mar. Piano longitudinale, fisso o mobile, di prolungamento della chiglia, usato in alcuni tipi di imbarcazioni

ne deriva che avevo capito bene.
eppure non è inerzia,cazzo.
è l'opposto dell'inerzia quelloche mi ci trascina.
[ma sappiamo mentirci così bene?]

possono capitare cose belle anche per caso,non vanno per forza ricercate e volute con tutti se stessi.non sempre bisogna essere nelle priorità di qualcuno per avere qualcosa.per sentire qualcosa.non è necessario.
eppure.
tant'è.
un sorriso per strada fa bene.
e se non uscivo in strada non l'avrei ricevuto.nè dato.
non sarebbe esistito.
e uscendo non potevo prevederlo,nè tantomeno l'altro poteva prevederlo.
nè sorriderci era nostra priorità prima di uscire di casa.
non sapevamo ci saremmo incontrati.
due passanti.
due sconosciuti.
un sorriso ricambiato che fa bene,pero'.
eppure.
di fronte alle cose imprevedibili e quindi non volutamente cercabili,ok,è così.ci sta.
l'ho capito.
ma invece,per tutto cio'che si conosce,e che si puo' scegliere[o non scegliere]volere[o non volere]cercare[o non cercare]evitare[o non evitare]
bè per tutto questo non riesco a prendere quello che viene.
non posso goderne,se so che non era cercato voluto desiderato.scelto.
se non sono scelta,consapevolmente,e non ho scelto altrettanto consapevolmente,
allora non ha senso.
e posso anche goderne[inutile mentire]ma è un godimento a metà.
fine a se stesso.
"Il momento non è niente...Se è orfano di tutto il resto. E' inconsistente e bidimensionale peggio di uno dei miei quadri, il momento."per dirla con parole vere,e comunicative.e non mie[guarda caso]
e quindi lo rifiuto.
c'è stato un tempo e forse ci sarà di nuovo anche per questo.
ma non è ora.
ora non lo voglio,questo quello tanto desiderato in altri momenti passati e probabilmente futuri.

ma tra le righe sottolineate mi soffermo un attimo di piu',perchè vedi che se penso quello che penso dipende da chi sono e chi sono dipende da cosa ho fatto,anche?

"Mi chiedevo come mai persone molto simili possano farsi danni gravi, e persone apparentemente lontanissime migliorarsi in modo così spettacolare; mi chiedevo se c'era una regola dietro tutto questo o solo il caso, se era un effetto permanente o temporaneo."

.....

"Mi chiedevo quali sono i limiti di tolleranza alla fatica e all'esasperazione e all'inutilità che un'amicizia dovrebbe avere, prima di diventare una specie di vocazione missionaria o una storia d'amore unidirezionale equivoca e dissimulata tutto il tempo"

e se te lo chiedi poi devi stare attenta,alle risposte.

ad avercele,le risposte.chiedersi qualcosa senza aspettare una risposta è disegnare cerchi concentrici,senza avere un centro preciso del cerchio.impossibile.eppure possibilissimo.diventare una piega su piega di se stessi.in attesa delle risposte che non arrivano nè da dentro nè da fuori.

che poi tanto se arrivano da fuori non ci credi,perchè vivi nel dubbio.e allora questo ti giustifica.almeno ai tuoi occhi.hai piu' che buoni motivi,per dubitare.cazzo.devi,dubitare.e non riesci a fare altro d'altronde.ti fidi troppo ma a strappi viene fuori il dubbio,prepotente,lucido.si disegna netto.in mezzo a tutte le altre cose appena sfumate.rarefatte.

lui è nitido.[fanculo]

il circolovizioso del non mi aspetto niente,ma poi che senso ha?resta una cosa finta,a pezzi,e quindi mi lascio andare,mi apro.mi dico.ascolto.modulo le mie idee su concetti altrui infondo ben definiti.quasi convincenti.il circolovizioso si ripete.da bravovizioso che è.

[la città è finalmente silenziosa.è così strano sentire il nulla entrare da queste finestre.su questa strada dove si fa fatica a dormire anche di notte,per la sua incapacità di stare in silenzio]

e poi c'è il luogo catalizzatore.

in quanto luogo puo' essere evitato.ma in quanto nonluogo no.puoi evitare di andarci ma la sua esistenza a prescindere dalla tua presenza ti arriva comunque.a strappi magari,ma ti arriva.

avrei bisogno di raddoppiare le ore.triplicare i giorni.
devo devo devo.
e pero' voglio voglio voglio.
bisogno di scrivere.necessità.vitale.
è arrivata.
è lei.
e cio' che vomito dovrei indirizzarlo solo a me.
che me lo devo.
il tentativo di conversare prima con me stessa,ogni tanto.
[e la ricerca spasmodica di un destinatario che sia adatto.o almeno quasi adatto.
questo è senz'altro il sintomo.
ma dietro un sintomo c'è sempre un perchè.e io il mio non l'ho ancora trovato.]
e se è una fortuna trovare quel destinatario,è una sfortuna non poter essere certi che non ci sia una nostra maschera in azione.
pirandello e svevo mi danno il tormento.e io ho bisogno di capire,prima che di studiare.
che un esame si puo' ritentare.

ma la mia vita..quella non posso rimandarla al prossimo appello.

è il presente che mi sfugge dalle mani,ma io non mi sottraggo o almeno ci sto provando..
[cerco tiempo]

ed ho fumato anche il filtro.
[cartone]

domenica 13 giugno 2010

autobiografico?

sì.
[parecchio]




ci penso ancora?
sì.di tanto in tanto.
[che non necessariamente coincide con raramente]

e a volte tutto sembra ricondurre ai suoi errori,e ai miei.
[ai miei]

e mi chiedo se non chiedere scusa per cio' che si è fatto,e convivere con tutto questo,ha un senso.
e se mai potrebbe averne uno diverso fare diversamente.
la risposta la so.
[ad entrambe le domande è no]

riesumando vecchie perle[sempre di moda]

Quando qualcuno mi dirà che si sente come se fosse in equilibrio su una fune,
dovro' ricordarmi di chiederle se è perchè ha un equilibrio interiore un po' precario,
o se invece è perchè è consapevole che se cade troverà soltanto il campo minato delle sue bugie.

martedì 8 giugno 2010

quando si è troppo in due
vecchi difetti

impulsività che non si frena,è quella legata ai sentimenti.
quei bastardi ti fregano sempre[per fortuna]e ti fanno fare quello che non vorresti[ma devi,evidentemente]


il punto è sempre:la percezione.
percezione di necessità.
percezione di bisogno.
percezione di voglia.
percezione di sensazioni.
percezione di utilità/inutilità.

contrastanti&unidirezionali[?]

e a scatenare tutto solo qualche ricordo.

il vuoto fra i passi,e la terra.
la sensazione di leggerezza,e la pesantezza del suo accento

[premonizione?quante volte,a pensare a come tutto sia contenuto in germe fin dall'inizio.E' una mise-en-abyme.introduzione speculare al resto.lo vedi da una foto,da un filmato,da un ricordo.ma lo vedi solo col senno di poi.solo poi,riesci a ricostruire all'inverso la specularità.e allora vedi chiara la chiave di lettura che preconizzava tutto.]

un cuscino a terra sul pavimento di marmo freddo,nel buio e nel silenzio della notte e dei sonni altrui.
un filo teso fin dentro una porta.
rimproveri che non bastavano a impedirle di tirare quel filo e schiacchiarlo oltremisura.
una lucina che lampeggia di rosso su un telefono fisso quando mamma e papà dormono.
lo stomaco e il cuore che si invertono di posto,perchè ha squillato,nonostante non si sia sentito alcun suono.e allora si poteva andare a dormire,a sognare.

solo qualche ricordo.
solo i vecchi difetti,che dal niente tornano a farti a visita.

l'impulsività dei sentimenti,che ti fregano.
il contrasto fra la tua percezione di urgenza,e la percezione di inutilità[della tua inutilità,in effetti]dall'altra parte.
il contrasto fra un mondo in subbuglio,in sconvolgente e continua autoanalisi,e la calma della tranquillità,di chi ha già deciso come andranno le cose.

il cuore si inverte ancora di posto con lo stomaco.le sensazioni sono diverse,ma l'essenza è la stessa..
per fortuna,o purtroppo..
[come dissi quella volta]




venerdì 4 giugno 2010

io vivo nel dubbio[pianto liberatorio]

la frase finale di un film,mi fa pensare a me.
egocentrica di un'egocentrica.

io vivo nel dubbio.

fa male,questo.
e purtroppo i miei dubbi si rivelano fondati,[quasi]sempre.
il quasi dovrebbe essere lo stimolo a non dubitare.il successivo sempre l'impossibilità di smettere.

vedo cancrena dove cancrena non c'è.
o la cancrena è proprio dappertutto.
[?]

io non ho,al momento.
è quello che sento.
le percezioni,sono l'unica cosa che conta,no?
che poi se sono sbagliate,dovrebbe essere così semplice far cambiare loro direzione!

e i sentimenti contano?
e se sono contrastanti?
contano a fasi alterne?
contano in base all'umore,oggi la parte col meno e domani quella col piu'?

percepisco un abisso fra le parole,e i fatti.
tutte,le parole.
tutti,i fatti.
il che mi scombussola alquanto.

mi scombussola a tal punto da pietrificarmi.
[che non mi era mai successo prima]
mi pietrifico,mi blocco perchè temo di scovare cancrena dietro ogni cosa che sposto.di lasciarla dietro ogni passo che faccio[davanti,o indietro].
e quindi mi fermo.e resto ferma troppo.troppo tempo.

dire,fare,baciare
sono le cose che mi rendono viva.
pensare e dire,ascoltare e ritornare a pensare.

e invece smetto.

smetto con tutto.smetto con tutti.
smetto tutto.

non c'è torto o ragione.è il naturale processo di E L I M IN A Z I O N E

è un'eredità del mio primo nuovo amore,credo.io non ero così,prima.e non capivo come potesse esserlo lei.
poi l'ho capito.
non ci teneva abbastanza.
e quando non ci tieni abbastanza, o quando hai paura,ti fermi.
perchè infondo non t'importa come va a finire.
non ti scapicolli per impedire il fraintendimento o per riparare al fraintendimento.
mi arrabbiavo,perchè mentre io ero in standby in attesa,lei viveva.
poi ho capito.
ed è stato così devastante.
e sono cambiata.
a causa sua.

e poi ci sono i lati positivi,dello stare fermi.
le cose si aggiustano da sole,anche.
perchè tra un dubbio e l'altro finisce che dubiti anche di te,e te la fai passare.nel nome di chissà quale autocritica del cazzo.

sono diventata una persona cattiva.
e peggiore.

trovo le mie novità giorno per giorno,e non riesco a tornare quella che ero.
mi manco.

a due anni,quasi,dai primi dubbi,e dai miei ventitre anni,mi scopro una persona peggiore.e cattiva.e cerco disperatamente qualcuno che mi dia un motivo per tornare in me.la me che ritrovo solo quando sto con lui.lui che subisce tutta la mia incertezza,che non vuole guarire.
lui che mi ama,pero'.
e questo deve guarirmi.
perchè amo anche io.sento che ne sono capace,ancora.
nonostante tutto.
e nonostante tutti.

e pero' sono così bloccata.
eredità buffa.
un debito contratto con me stessa,che non riesco a saldare.
precarietà.

non dò,perchè so che non riceverei.e dare e basta,non mi dà piu' niente.
la gioia del missionario e del caritatevole non le provo piu' da un pezzo.quell'egoismo buono,io non ce l'ho piu'.
sentirmi migliore,non mi fa guarire.
sentirmi dire che sono migliore neanche.
ho bisogno di sentire davvero,che sono qualcosa.che sono io.e che non importa se migliore o peggiore,ma ho un mio perchè.
che vale la pena
che vale la pena starmi vicino,per godere di ogni mio piu' e di ogni mio meno.

l'affinità superficiale non guarisce piu',e anzi,come arma a doppio taglio qual è,ferisce.
nel momento in cui cerchi conforto,pugnala.

e quindi paralisi.
allontanamento.
[sono davvero io?questa nuova me?tornerò mai l'unica persona che ho mai amato davvero?]

il cuore domanda:cos'è che manca??

sabato 29 maggio 2010

mercoledì 26 maggio 2010

non mi invento proprio niente[è che non è dato a tutti di capire.anche cio' che da tempo si è palesato piu' che chiaramente]

.."se infatti la comunicazione è di massa,le persone singole non s'intendono piu':tutto fa pensare che l'uomo d'oggi sia piu' che mai un estraneo vivente fra estranei,e che l'apparente comunicazione della vita odierna,una comunicazione senza precedenti,avvenga non tra uomini veri ma tra i loro duplicati"..
[E.Montale]

e dire che questo pezzo ha piu' di cinquant'anni.

e sinceramente penso che negli ultimi anni la situazione sia precipitevolmente precipitata.

ed ecco perchè al di fuori della facile comunicazione,di fronte alla sincerità trovo gente che scappa.
ipocritamente,pero'.
sempre col sorriso sulle labbra,scappano.fingendo di restare,perdipiu'.
è che la realtà,la vita,presuppone dei rischi.connessi alla verità delle cose,o almeno,alla percezione della realtà,vera o meno vera.e presuppone che con quelle percezioni,sempre diverse e in continua mutazione,non solo ci si faccia i conti,ma ne derivi qualche coerente conseguenza.

non chiedermi[la parola]


Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

[E.Montale_OssiDiSeppia]


E dire che io,non riesco ad usare neanche quel plurale.

martedì 18 maggio 2010

idiot[ec]a

la ragazza cantava parole,solo parole che proponevano di dire di no al nucleare,e di spegnere i nostri pc.la sua migliore amica del momento faceva foto agogo e filmava un filmato da mettere su feisbuc.pero' cantava dando a vedere che credeva quello in cui diceva.pretendeva che credessimo che ci credeva,alle sue contraddizioni.interiori nonchè esteriori.
e tutti applaudivano.
e applaudivo anche io,perchè aveva esordito cantando janisjoplin con una gran voce.quel che è giusto è giusto.
i teli stesi sul prato verde erano molto carini,colorati e allegri nonostante l'incombere della sera.
io ero sola,sola.
ho cercato un angolo in uno spazio che aveva un perimetro circolare.non l'ho trovato,ma ugualmente sono ruscita a schiacchiarmi su un muretto.ho cercato il mio solito punto di vista privilegiato.l'isolamento.che arriva nel momento in cui mi sento bene.mi sembra di sentirmi bene,poi improvvisamente mi discosto,e ritrovo tutta la mia diversità.la sento improvvisa,tutta insieme.e mi schiacchia contro un muretto nel parco.o contro le pareti di un locale dove la gente va per rimorchiare e io andavo per rimorchiare e ora invece solo per ascoltare musica,e sentirmi parte di qualcosa.di cui alla fine non riesco a sentirmi parte.
ho sentito prepotente quella sensazione che odio,che mi fa venire da vomitare,e mi fa venire voglia di scrivere,o correre,o urlare,o solo abbracciare.o solo farmi abbracciare.da qualcuno che mi voglia bene.
qualcuno che non c'è,pero'.
e allora mi viene voglia di andarmene a casa.che nella testa vasco brondi ha già iniziato da un po'.e gira in loop[etuaveviivestitiadattiperletueguerrestellari]
così il pc lo accendo,per ascoltarlo.
e per sentire che effettivamente cercavo di sentirmi parte di qualcosa,ma non ce l'ho fatta.

uno spritzaperol alleggerisce un po' la testa,e le gambe.lievemente.due spritzaperol fanno scorrere tutto in maniera un po' piu' fluida,un pelo.tre spritzaperol[lo stomaco era vuoto].

[..sento un sapore amaro.
e non è colpa dello spritzaperol.
è la vita.]


un incubo scandisce il risveglio.due sòle una piu' palese dell'altra scandiscono il tardo pomeriggio.
la solitudine scandisce la maggior parte del mio tempo.la solitudine interiore fa il resto.
spero che al suo ritorno abbia voglia di fare l'amore[o anche solo di scopare.]

e poi ogni tanto prendo coraggio,e scrivo.a qualcuno. qualcuno di quei pochi qualcuno che hanno contato qualcosa,nella mia vita.
spesso non ricevo risposta.le persone crescono,cambiano.perdono la voglia di fare passi indietro perchè il valore delle persone sta nell'andare avanti.che stronzata,poi.
uno va. cosa cazzo conta in quale direzione?
non è che se arrivi piu' lontano vinci qualcosa.

e comunque.
ci sta che a qualcuno non importi piu' di me,semplicemente. magari gli/le importava.ora non piu'.
ci sta.
infondo anche io ho commesso errori che non rifarei.
anche se effettivamente mi prende molto male pensare di poter essere stata l'errore di qualcuno. devo mettere in conto che puo' essere così.proprio così.
e comunque. c'è anche chi risponde,invece,ai miei tentativi.chi mi fa credere di avere un senso,nei miei andirivieni.dove spesso vado e raramente vengo.pero' puo' avere un senso,anche così. ma poi.
scusesuscuse che nient'altro sono che scusesuscuse.

e se lo capisco,a me mi passa la voglia,sinceramente.
che se cercavo qualcuno con cui non avevo dovuto mai fare finta non è che lo cercavo per iniziare adesso.


nonèchiaro,nonèchiaro.

lunedì 17 maggio 2010

e si lavora poco.
e ancora non pagano.

e pero' quando devo comprare non posso dire che paghero' quando pagheranno.
e comunque non basterebbero.

"ma no signorina,non ho sbagliato..ho solo invertito le righe,mentre trascrivevo..vede?dove ci sono due ++ lei deve mettere due-- e dove ci sono due -- lei deve mettere due ++!"

[ahhhh!allora è tutto ok!non ha sbagliato...ha solo invertito le righe mentre trascriveva!!peccato pero' che ormai io abbia pagato un medico per guardare le righe invertite dioporco!]


guadagnano in un'ora quello che io guadagno in tre giorni.sbagliano.e manco ammettono.
i medici mi fanno incazzare quasi piu' dei politici.

giovedì 13 maggio 2010

solo un consiglio


andate a vedere l'ultimo lavoro della guzzanti..

non ho parole.uno scandalo dietro l'altro.
ma ci sono cose di fronte alle quali nessuno dovrebbe poter avere il coraggio di smentire la verità..e invece..ancora pensano sia un buon capo di governo.e chi pensa che non lo sia,pensa che non possa durare.

[che amarezza.belpaesedimmerda.]

Io concludo come ha deciso di concludere la scrittrice e regista del film-documentario:
[e invece,purtroppo]"Dura"

[come]il singhiozzo

Mi diceva di rallentare,
e io in tutta risposta andavo piu' forte.
[per soffocarla]
Volevo distrarla con la velocità.

Ma non funziona così.
E' come col singhiozzo.

A volte devi solo fermarti,e rallentare il passo.Rallentare la vita.
A maggior ragione quando ti sembra già di stare ferma,da un po'.
Fermati,ma davvero pero'.
E muoviti solo quando sai dove vuoi andare.
[un buonconsiglio]
Forse così la consapevolezza del tempo perso,stando ferma decidere dove andare,ti darà la spinta per scegliere davvero..

[da]me[a]me.[tra]me[e]me.

martedì 11 maggio 2010

cartomanti,paletti,e occhi caleidoscopio

A volte [molto spesso] mi sembra di non avere piu' dei canoni miei,delle idee mie,da seguire.
Io so chi sono.So cosa sono.ma non so come fare per restarlo,adesso.Giusto o sbagliato hanno un suono tanto relativo,ormai,che a volte mi sembra non abbia senso seguire quello che in senso assolutistico mi suggerirebbe la mia testa.Indipendentemente dalle convenienze,dalle circostanze,dai chi[soprattutto].
Eppure per me ci sono cose che solo in senso assolutistico possono essere esaminate.Ci sono cose che dovrebbero valere sempre e comunque.L'ho sempre detto,pensato,fatto.
Divento capace di qualsiasi cosa,a volte.Il gesto piu' ripugnante,l'atteggiamento peggiore,la frase piu' sgradita,prendono forma nella mia testa come fossero la cosa piu' naturale al mondo.Come fossero l'unica cosa possibile,da fare,da dire.

L'esasperazione è un'arma subdola.Come le persone che la usano.E' un'arma che non si prende le sue responsabilità.
E pero' la colpa delle azioni di chi è?

E poi ci sono quelle cose a cui non si è mai creduto,a cui non si dovrebbe credere,e pero' si vorrebbe tanto.Ci sono circostanze in cui perdere il lume della ragione è auspicabile,se non ci si sente eroi del pessimismo cosmico.E allora come si fa a tornare coi piedi per terra,o a ritirare giu' qualcuno che solo lì puo' farcela?

[e gli spaventi.i soprassalti.le tende.gli specchi.gli incubi]come si sopravvive a tutto questo,se non credi all'incredibile?

Libero arbitrio è una cosa,riuscire a vivere un vita intera guardando tutto dalla sebita distanza per non lasciarsene coinvolgere è un'altra cosa.


Certi paletti sono funzionali alla propria autostima.

Se per rabbia,o per amore,per paura o per coraggio,per senso di giustizia,o per convenienza,superi anche uno solo di quei paletti,anche una sola volta,quegli stessi paletti non avranno piu' la funzione che avevano.Sono sempre lì,a segnare un confine.Ma un confine già superato,che confine è?Cosa rappresenta?
Non ha piu' autorità.Passare al di la di un confine già varcato puo' incutere nuovo timore,o scatenare nuova frenesia,ma l'intensità è calante.Lo sforzo o il coraggio che richiede il superamento dello stesso confine prima tanto rispettato,è minore.
E capita che superi i limiti della tua personalità come fosse la cosa piu' naturale al mondo;come fosse l'unica cosa possibile.

E se superare quel confine non è stata una tua scelta,una tua voglia,un tuo tentativo,una tua meta,allora finisce che non ti riconosci piu',nel tuo agire,nel tuo parlare,nel tuo pensare.
E ti odi,profondamente.
E odi gli altri,profondamente,perchè inevitabilmente vedono questa te,adesso.E non quello che solo tu puoi vedere.


[qualcuno dagli occhi caleidoscopio che sappia trovare un caledoscopio dove ormai non si vede piu']

sonno che non riposa

E sogno di essere un ragazzo,e di essere barbaramente violentato da tre ragazzi,in stile aranciameccanica.E di innamorarmi follemente dell'ultimo dei tre,che ovviamente ricambia,ma non puo' darlo a vedere coi suoi compagni di teppismo.Quindi soffro,tremendamente,finchè questo mi libera,e diamo fuoco alla baracca con gli altri due.E mi sveglio piena di fastidio.

E la notte dopo bacio appassionatamente una tizia dal nome esotico,con le ciglia lunghissime e i calzerotti alle ginocchia.uno nero,e uno rosso.ha una calza a rete nera sul braccio sinistro.e un fascino da rocker maledetta.eppure si avvicina,mi bacia.mi ricordo di lei.mi chiede di aspettarla.la bacio di nuovo.E mi sveglio felice.

Le gengive sono sempre piu' irritate da sonni notturni pieni di digrignamenti.I denti cadono di notte,e stringono di giorno.

Gli incubi piu' tetri,li dimentico presto,tra un risveglio e l'altro.Così al mattino c'è solo quella tremenda sensazione di aver vissuto qualcosa che in realtà alberga solo nella mia testa.Eppure se annotassi solo l'ultimo dei sogni di ogni lunghissima nottata,riempirei quaderni su quaderni.Di cose inutili,a me per prima.Che il significato tanto resta chiuso nell'attimo della sua creazione.E ogni possibile interpretazione non è che una possibile interpretazione.

[salvo le storie piu' allucinanti tra le mie pagine a righe.
e aggiungo un fantastico hophop-gadget all'elenco di hophop-gadget che inventerei se fossi un'inventrice]

martedì 4 maggio 2010

Entusiastiche reazioni,di molti.Mi convinceranno a non farlo mai piu'?
Reazioni inesistenti,dei pochi che contano.M' invoglieranno a non contarci piu'?

[?]
the same old question.


[la chitarra di accompagnamento l'ho già imparata.nonostante le unghie.]

piove grigiore

sabato 1 maggio 2010

Poco fa ho visto una ragazza che aveva un tatuaggio sul braccio.grande.scritta doppia,nera.
HATE.
in verticale.

Era piu' piccola di me ed ho pensato che io al suo posto avrei avuto paura di pentirmi
[solita coscienziosa ragazza.che anche lei mi prendeva in giro."posta con cautela",mi rifaceva il verso.e poi mi diceva "si,ziafrances"ridacchiando]

Poi ho pensato che io avrei potuto scrivermi pero' qualcosa del tipo:
Pace,è tutto quello che avrei voluto.Odio,è tutto quello che questo mondo mi permette di sentire.

[Lovemyself]
..better than you.I know it's wrong,so what should I do?..

Magari il suo hate,era solo una sintesi migliore,dello stesso concetto.che poi alla fine finisci per odiare anche te stessa,per essere così diversa,e sola.
Dopo queste riflessioni banali e spontanee sul tatuaggio,sono riuscita a farmi piacere anche il freschello.